Si può ridere di Gesù? Come no? Non è un personaggio pubblico? Anzi, conoscendolo fin da quando ero un ragazzo, so che si diverte anche Lui tantissimo! Sta volentieri al gioco. Così è più facile ridere CON lui piuttosto che ridere DI lui, quasi alle sue spalle! Questo è brutto e non mi va, come non mi va di ridere di nessun altro! Si ride e si scherza perché si è amici, non certo per sfottere e offendere!
Ciao! Marco
P.S. Se non ti fidi di me, ecco cosa dice un vescovo, nel 2002:
Si può ridere di Gesù? O il Figlio dell’Altissimo (e pure suo Padre) è un argomento tabù, un tema troppo serio per essere affrontato con umorismo o ironia? Risponde mons. Luigi Bettazzi, per tanti anni vescovo di Ivrea (vicino a Torino) ed ex presidente nazionale di Pax Christi. Bettazzi è celebre per il suo spirito ironico e la sua vena umoristica, che ha spesso usato per addolcire le sue prese di posizione forti verso certi autoritarismi miopi all’interno della Chiesa.
“Ovviamente è delicato l’umorismo nel campo del religioso, perché sembra che butti in ridere la fede. Per questo si diceva un tempo “Scherza coi fanti e lascia stare i santi!”.
Anche di Gesù si pensa in genere che fosse sempre triste, invece sapeva cogliere gli aspetti umoristici della realtà. Ad esempio, rideva sotto i baffi (il Vangelo veramente dice: “Esultò nello spirito”) pensando che Dio ha nascosto le cose più elevate ai sapienti e agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli!
Credo che si debba evitare di fare battute deformanti sui misteri della fede (ad esempio sulla verginità di Maria e la generazione di Gesù per opera dello Spirito Santo).
Credo invece si possa ridere della Chiesa, dei suoi uomini e delle sue donne, e anche di Gesù… Credo comunque che, oltre al buon senso, sia necessario il rispetto per le persone e le cose “sacre”, per la fede propria e per quella degli altri. La barzelletta dà gioia, la cattiveria non è mai una barzelletta”. (Vedi Jesus, mensile delle edizioni San Paolo. Aprile 2002)