L'editore e il direttore
E’ vero che, secondo la celebre preghiera del XIV secolo, “Oggi Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani”. Ma è anche vero che "oggi Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi. E, stando al vangelo Gesù con i suoi continui spostamenti, "lavorava proprio coi piedi"! Così a noi dell’Associazione ingioco sta bene essere un po’ i piedi di Gesù.
Siamo una piccola realtà. Amici con pochi soldi ma con una buona professionalità, ciascuno nel suo campo, e con una grande passione comune: far arrivare il messaggio di Gesù anche nei luoghi più improbabili e coi mezzi più inattesi.
Non siamo esperti coltivatori, ma seminatori un po’ si. La sfida è far arrivare un seme, piccolo, ma in modo che non generi rigetto, bensì accoglienza, calore, o almeno simpatia, anche nei terreni aridi, almeno all’apparenza, come gli stadi di calcio e i traguardi del giro d’Italia…
Abbiamo infatti curato, per UNICEF - ITALIA, gli striscioni anti - violenza negli stadi di serie A e B (in collaborazione con la Lega Nazionale Calcio) e "Il meglio che" su tutti gli Arrivi del Giro d'Italia di ciclismo ai tempi di Vincenzo Torriani (in collaborazione con RCS Corsera e Gazzetta dello Sport).
Si può fare, con leggerezza e creatività.
Dallo STATUTO:
L’associazione ha lo scopo di:
- realizzare una speciale forma di carità definita dal card. Carlo Maria Martini "carità culturale", destinata ad avviare iniziative e attività costruttive nel campo della comunicazione. "Occorre che il messaggio evangelico arrivi" (Paolo VI).
- curare i linguaggi e le forme di comunicazione del messaggio evangelico affinché arrivi all'uomo contemporaneo.
- svolgere attività di progettazione, catalogazione, sperimentazione e realizzazione di forme adeguate e innovative di comunicazione di messaggi evangelici.
- sperimentare e applicare nuove forme comunicative anche all'interno di situazioni tradizionali e istituzionali.
- contribuire a immettere nella società contemporanea un più alto tasso di valori evangelici, seguendo lo sviluppo degli strumenti di comunicazione e dei linguaggi. A puro titolo esemplificativo:
- curare il servizio, anche per conto terzi, di "scoperta e/o ispirazione di talenti positivi", nel campo degli operatori delle Comunicazioni sociali, con particolare attenzione ad autori, creativi, registi.
- curare la gestione e/o acquisire in proprio diritti di uso multimediale su beni artistici e culturali dell’umanità.
- curare la progettazione e la realizzazione occasionale o organica di comunicazione “mediata" (ad es. striscioni negli stadi, bandiere ai concerti...).
- produrre video, audio, multimedia, manifestazioni in proprio, o per conto terzi o tramite terzi.
- raccogliere e valorizzare in modo mediatico testimonianze, immagini, reperti come patrimonio dell’uomo.
Per la realizzazione delle proprie finalità istituzionali, l’Associazione può stabilire collaborazioni congiunte con esperienze straniere, con organismi nazionali ed internazionali, pubblici e privati.
L’associazione opera senza fini di lucro.
Spesso non facciamo cose nostre, ma cerchiamo di valorizzare, e anche sovvenzionare, belle idee di altri.
Nel nostro piccolo facciamo lavorare qualche palestinese disoccupato per colpa della guerra;
diamo una piccola mano a giornalisti licenziati per “libertà di stampa”, sempre troppa secondo certi Editori!
Nel nostro piccolo, siamo gli Editori, speriamo liberi a sufficienza almeno noi!, di questo portale tutto, ma proprio tutto, su Gesù, il Cristo e Signore.
La Parrocchia Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo è una comunità ecclesiale molto vivace e attiva. Anche molto giovane nei suoi componenti: ogni anno, in media, i Battesimi sono quasi il doppio dei funerali!
Così, visto il target prevalente, è nato il desiderio di comunicare usando questo strumento. Ma di Parrocchie in Internet ce ne sono almeno un migliaio in Italia! A che serve entrarci anche noi?! A questo punto è scattata la forza di questa idea: non un sito per "gli interni" alla Parrocchia, ma che da essa si lanciasse al mondo intero, offrendo un servizio a tutti. Ecco la collaborazione a questo portale da parte della Comunità Sacra Famiglia.
A lei è dedicata tutta la sezione "Maria di Betania".
Vieni a visitarla!
Infine è giusto presentare il direttore del portale, anche per accreditarlo agli utenti. Per presentare don Armando ci serviamo di una pagina del volume del giornalista del Corriere della Sera "IL CARDINALE" pubblicato nel settembre del 2002 da MONDADORI.
Da: Marco Garzonio IL CARDINALE – Il valore per la Chiesa e per il mondo dell’episcopato di CARLO MARIA MARTINI pag. 218
"Sempre in quel 1993, il «Martini editore» si affaccia in modo nuovo anche sulle vie dell'etere: un boom per qualche anno, che successivamente subirà un ridimensionamento. Milano possiede già un'emittente radiofonica diocesana, «Radio A». È stata fondata dal cardinale Colombo il 13 maggio del 1976, grazie anche alla collaborazione di un gesuita - bibilista, padre Pietro Vanetti, e ha cominciato la programmazione regolare il 18 marzo del 1980, all'indomani dell'ingresso di Martini in diocesi.
L'intraprendenza e la preparazione del direttore che la prende in mano all'inizio degli anni '90, don Armando Cattaneo, ne ha fatto una realtà di portata nazionale, contribuendo a dare vita a un network che va da Bari a Palermo, da Torino a Roma: in tutto ventuno emittenti, quasi tutte diocesane, riunite nel «Circuito Marconi». Vanno in onda sei ore giornaliere comuni, con un palinsesto deciso collegialmente grazie all'apporto di tutti, basato su informazione, musica, intrattenimento, secondo una formula sintetizzabile in «suono laico e principi cristiani».
L'iniziativa ha tanto successo, che si rendono necessarie ulteriori risorse per andare avanti. Così nel '93 si aggiunge la forza della San Paolo, il nome diventa «Nova Radio A» e si può pensare di attingere ai finanziamenti a favore dell'editoria previsti dalla legge Mammì. Il piano raccoglie consensi e incrementa speranze nelle diverse realtà del Paese. Un circuito moderno e originale, articolato e insieme fondato su sinergie e apporti locali, insomma un autentico esempio di «pluralismo» ecclesiale, piace, ha successo. Forse troppo. Passerà qualche anno e Martini inviterà i dirigenti della radio a coinvolgere la CEI, in considerazione della dimensione nazionale ormai assunta dall'emittente. Scrupolo o preoccupazione di fronte a una realtà estesa a tante altre diocesi? Timori sorti in proprio o indotti? Fatto sta che Roma entrerà, don Cattaneo verrà sacrificato e andrà a fare il parroco a Cinisello, il piano verrà disarticolato e gli impegni andranno in favore di un circuito centrato su Roma."